Il complicato gioco di decifrarsi a vicenda. Sessualità e relazioni nello Spettro Autistico: uno spettro policromatico di possibilità (parte 1)

Lo Spettro Autistico (ASD) comprende una serie di condizioni che si distinguono tra loro per un’ampia varietà di caratteristiche e di intensità, sfumando l’una nell’altra in una sorta di continuum che può rendere difficile tracciare confini definitivi e netti intorno ad una diagnosi. Di solito l’autismo viene riconosciuto nella prima infanzia, ma ci sono casi in cui si può crescere senza che l’appartenenza allo Spettro Autistico venga mai riconosciuta.

Nel DSM-IV e nell’ICD-10 erano riconosciuti come parte dello Spettro Autistico:

  • la Sindrome di Asperger, che potremmo definire la manifestazione più lieve delle condizioni dello Spettro

  • l’Autismo classico, che ha una severità lieve, moderata o grave

  • l’Autismo atipico, o disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato.

Nel DSM-5 la diagnosi è diventata unica e prevede l’indicazione di un livello di gravità secondo due domini diagnostici:

  1. difficoltà persistenti nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale in molteplici contesti, come ad esempio: mancanza di reciprocità sociale ed emotiva, mancanza di condivisione emotiva o intellettuale e incapacità di avviare interazioni; compromissione della comunicazione non verbale in tutte le sue sfaccettature; difficoltà nell’adattare i comportamenti ai diversi contesti, nel gioco, nella comprensione delle dinamiche e della natura delle relazioni.

  2. comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi, a volte insoliti, con forte disagio di fronte a piccoli cambiamenti; movimenti stereotipati; risposta inusuale (ipo- o iper-) a stimoli sensoriali presenti nell’ambiente.

Queste manifestazioni sono presenti già in periodi precoci dello sviluppo, ma possono essere mascherate da strategie apprese in età successiva. Quando invece sono molto marcate compromettono significativamente il funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Data la grande variabilità di presentazione all’interno dello Spettro Autistico, non solo tra una condizione e l’altra, ma anche tra un individuo e l’altro, e poiché molti di questi comportamenti appartengono anche alla popolazione generale ma hanno la peculiarità di manifestarsi nell’autismo in maniera molto più accentuata e stabilmente – e talvolta sono accompagnati da capacità cognitive superiori alla norma in determinati settori -, si è propensi a considerare le condizioni dello Spettro – almeno le sue varianti Asperger e autismo lieve – come modalità di uno sviluppo alternativo del cervello e come un funzionamento atipico del sistema nervoso. Le persone dello Spettro sono quindi spesso definite Neuroatipiche, per contrasto con i Neurotipici non nello Spettro.
Non è questa la sede in cui trattare cause, sintomi e teorie sull’autismo, che potranno essere approfonditi attraverso la letteratura ad essi dedicata.

Quello che ci interessa in questo contesto è sfatare il mito che la persona autistica o la persona con sindrome di Asperger non siano interessate alle relazioni o al sesso e parlare invece di quali difficoltà possono incontrare in questo campo e quali sono le soluzioni proponibili.

Manteniamo qui anche la dicitura sindrome di Asperger anche se il DSM-V non la distingue più all’interno dello Spettro come identità a se stante, perché molte persone Asperger tendono, per varie ragioni, ad usare ancora questo nome e a riconoscersi in questa identità.
Sottolineiamo sempre
che esiste grande variabilità da persona a persona nei modi di essere, sentirsi e comportarsi e che questa trattazione fornisce un quadro generale che andrà riletto alla luce della relazione con ogni individuo.

Quali difficoltà, dunque, possono presentarsi nei rapporti affettivi e sessuali?

  • Come mostrato da ricerche di Attwood e Hénault (e confermato da diverse ricerche recenti), le conoscenze in campo sessuale delle persone autistiche o Asperger possono essere scarse e/o idiosincratiche, perché manca un’adeguata educazione sessuale, scarse sono le occasioni di fare esperienza diretta, e la persona non apprende queste informazioni dall’ambiente sociale perché manca l’integrazione in un gruppo di coetanei o è difficile la comunicazione con questi su tali argomenti. Le informazioni apprese dai media sono d’altra parte falsate, incomplete, incorrette e potenzialmente pericolose.

  • Durante il corteggiamento, nella relazione amorosa, ma anche nelle interazioni sociali in genere, facciamo ampio uso del linguaggio non verbale: la mimica, i gesti, l’intonazione della voce, i movimenti del corpo, gli sguardi… ci aiutano ad esprimere interesse e a comprendere l’interesse dell’altro, a carpire significati nascosti o doppi sensi, a sedurre, a rendere maliziose le nostre comunicazioni, a dire che ci annoiamo o che ci divertiamo. Le persone Asperger o autistiche possono avere, da un lato, grandi difficoltà ad interpretare correttamente il linguaggio non verbale, possono fraintenderlo o non riuscire a decifrarlo; dall’altro, possono non utilizzare affatto il linguaggio non verbale come supporto alla comunicazione, o usare i gesti e le espressioni del volto in modo inadeguato o non spontaneo, e non riuscire così a trasmettere abilmente messaggi importanti nella comunicazione erotica o affettiva. A ciò si aggiunge un frequente impaccio nel contatto visivo, distratto da un eccesso di stimoli contemporanei.

  • Anche il linguaggio verbale può imporre delle sfide. Le persone con sindrome di Asperger non hanno sostanziali ritardi nello sviluppo del linguaggio, ma come le persone autistiche possono non riuscire a cogliere i doppi sensi, i modi di dire, rimanendo aderenti alla letteralità delle parole. Potrebbero non capire gli scherzi, le battute, o avere un senso dell’umorismo peculiare, a volte molto intellettuale. E sappiamo che la comunicazione verbale, nel corteggiamento e negli approcci amorosi, può essere invece ricca di sfumature.

  • Un altro ostacolo nell’interazione può essere il modo peculiare di parlare della persona autistica o Asperger: monologhi, discorsi monotematici o ricchi di tecnicismi, ampio uso di neologismi, commenti “senza filtro” o inappropriati per il contesto o il tipo di rapporto possono allontanare invece che avvicinare l’interlocutore che si desidererebbe conoscere o con cui si vorrebbe iniziare una storia.

  • Le persone autistiche e Asperger possono vivere con disagio le stimolazioni sensoriali. Ad esempio, l’ipersensibilità uditiva e l’iperacusia o l’ipersensibilità visiva possono precludere la frequentazione di luoghi d’incontro chiassosi, con rumori forti, confusione di voci che si sovrappongono l’una sull’altra, luci troppo violente o lampeggianti. Questo significa che gli incontri in discoteca, l’invito a cena al ristorante, gli appuntamenti al bar per un aperitivo presentano delle problematicità. L’ipersensibilità tattile può creare percezioni alterate nel contatto fisico con l’altro, rendendo un abbraccio o una carezza spiacevoli fino ad essere dolorosi durante le coccole o il rapporto sessuale. Alcune donne possono provare sensazioni dolorose a livello genitale fino a dispareunia e vaginismo. In alcuni casi non si tratta invece di ipersensibilità, ma di trovare sgradevoli alcune sensazioni ed esperienze comunemente piacevoli (ad esempio, l’umidità nel baciare). In altri casi invece la persona ha bisogno di stimolazioni molto più intense della media perché si trova in una condizione di iposensorialità tattile e anche questo può condizionare l’andamento del rapporto sessuale. Si possono anche verificare reazioni di avversione o ricerca di consistenze tattili specifiche o verso alcuni odori od oggetti o materiali con cui si può entrare in contatto durante il rapporto sessuale.

  • La Teoria della Mente permette agli individui di costruire una rappresentazione mentale adeguata dei processi di pensiero propri e altrui, ovvero di conoscere gli stati mentali dell’altro, di saperli interpretare, di attribuire all’altro dei pensieri e prevederne le reazioni e sapervi rispondere adeguatamente trovando corrispondenza nei propri stati mentali. Le persone Asperger e autistiche hanno difficoltà a fare ipotesi ragionevoli sugli stati mentali dell’altro, ad attribuire pensieri ed emozioni agli altri, e possono avere difficoltà nel decifrare i propri. Questo può limitare significativamente le dinamiche del corteggiamento, può fare anche sembrare che la persona Asperger o autistica sia fredda o scarsamente empatica, che non senta emozioni o sentimenti. In realtà il problema non sta nella possibilità o capacità di sentire, ma nella difficoltà a mettere in ordine ciò che si sente: emozioni, sensazioni e sentimenti possono arrivare a queste persone come un bombardamento di stimoli che si sovrappongono gli uni sugli altri e sono difficili da leggere. Può anche essere complicato, pertanto, riconoscere il rifiuto e accettare il rifiuto.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che le persone con autismo lieve o moderato e le persone con sindrome di Asperger, con un’intelligenza nella media o superiore alla media, spesso diventano adulti indipendenti, lavorano, hanno relazioni di amicizia e di coppia di lunga durata e possono diventare genitori.

È dunque possibile concentrarsi sulle risorse e sui punti di forza e svilupparli in modo da superare le difficoltà, e fornire strumenti adeguati per affrontare i problemi che via via si incontrano nella relazione. Come? Vi invitiamo a scoprirlo con noi nel prossimo articolo.

Si ringrazia il dott. David Vagni di Spazio Asperger Onlus per la sempre preziosa guida e il dialogo aperto e disponibile su queste tematiche.

Per approfondimenti:
– “Sesso e sessualità nei disturbi autistici”, di Wendy Lawson, ed. Erickson (2005)
– “Sindrome di Asperger e sessualità dalla pubertà all’età adulta”, di Isabelle Hénault, ed. LEM (2010)
– “Sessualità e Autismo”, di Kate Reynolds, ed. Erickson (2014)
– “Le percezioni sensoriali nell’autismo e nella sindrome di Asperger”, di Olga Bogdashina, ed. Uovonero (2011)
– “Emozioni e Sindrome di Asperger – educazione affettiva per bambini e ragazzi”, di Tony Attwood e Michelle Garnett, ed. Erickson (2014)
– “Tutto quello che vorreste sapere sul sesso”, di Sarah Attwood, ed. Erickson (2016)

“Autismo: imparare ad amare e ad essere amati”, trascrizione della trasmissione radiofonica Talk Of The Nation di National Public Radio (USA) del 2012
– “L’amore è un difetto meraviglioso”, di Graeme Simsion, ed.Longanesi (2013)

– “Guardami negli occhi”, di John Elder Robison, ed.
Sperling & Kupfer (2009)
– webserie “Atypical” su Netflix (2017)
– TVserie “The Good Doctor” su ABC e RaiUno, S.1Ep.9, S.1Ep.11 (2018)

 

Dr.ssa Priscilla Berardi
Medico Chirurgo
Specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale
Formazione in Sessuologia
tel. +39 349 5455417
info@priscillaberardi.it
www.priscillaberardi.it

www.sessoamoredisabilita.it

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