Sessualità e menopausa: problemi principali e possibili soluzioni

Un vecchio aspetto culturale che ancora influisce su molte persone, anche se sempre meno, vuole che la sessualità sia collegata alla giovinezza. Per questa tipologia di pensiero, man mano che le persone avanzano con l’età vivono il rapporto sessuale come un evento più legato alla procreazione e alle potenzialità del passato piuttosto che all’espressione del desiderio per l’altro e dell’affettività.

Di per sé, è vero che i piccoli acciacchi dell’adulto (problemi digestivi, mal di schiena, più lento recupero delle energie psicofisiche, ecc.) a volte influiscono sulle performance sessuali.

Alle nuove difficoltà fisiche si aggiungono, in vari casi, la presenza in casa dei figli o dei nipoti che tolgono l’intimità e i ritmi quotidiani frenetici che la persona di mezz’età fa maggiormente fatica a compensare. Nella mia esperienza di psicoterapeuta mi capitano spesso coniugi che, fra impegni lavorativi e mancanza di spazi per la coppia, si ritrovano a non avere più energie e tempo per una buona intesa sessuale, problema che in età giovanile è meno sentito.

E’ anche vero che, al contrario, ci sono molte persone di mezz’età che vivono una sessualità bella e appagante, riuscendo anche a mantenere una buona frequenza nei rapporti sessuali. In effetti, la sessualità è collegata pure alla complicità erotica di coppia e, anche se può risentire delle abilità psicofisiche, ci sono molti adulti che si mantengono in ottimo stato fino ad età avanzata.


Oggi, però, ci soffermiamo su un altro aspetto collegato all’età adulta che è la menopausa valutandola attraverso il punto di vista della psicosessualità.


La menopausa è una condizione fisiologica, collegata ad un determinato periodo della vita di una donna, generalmente fra i 46 e i 55 anni, in cui cessano le mestruazioni. In pratica, da questo momento la donna non potrà più procreare.

Questo evento comporta delle ripercussioni psicofisiche rilevanti per molte donne, mentre lascia assolutamente quasi asintomatiche le altre.

Per quanto ci riguarda, i sintomi che la menopausa generalmente comporta, possono influenzare fortemente l’armonia sessuale.

Quali sintomi della menopausa influiscono sulla psicosessualità e come farvi fronte?

RIPERCUSSIONI FISICHE

  • Secchezza vaginale: può iniziare generalmente da dopo tre anni l’inizio della menopausa, è un sintomo molto importante perché produce dolore durante la penetrazione e può comportare, sia per l’uomo (per il timore di  procurare dolore alla partner e per le continue performance interrotte) che, e soprattutto, per la donna, l’abbassamento del livello di desiderio sessuale fino all’evitamento del rapporto intimo.

Che cosa fare? Alcune modalità per limitare il problema sono:

  1. L’utilizzo di gel vaginali che, attraverso delle ampolline con lunghi beccucci, possono essere introdotti in maniera più profonda e permettere così la lubrificazione anche della parte più interna della vagina.
  2. Una maggiore durata dei preliminari, per aiutare la donna a lubrificarsi meglio.
  3. La stimolazione con le mani del punto G per gratificare la donna e produrle l’orgasmo, se ha dolore con la penetrazione peniena. L’uomo può arrivare all’orgasmo e alla eiaculazione attraverso altre modalità come il sesso orale, per esempio.
  4. La stimolazione della vulva che, attraverso il clitoride e le grandi labbra, può suscitare ugualmente il piacere e l’orgasmo. In questo modo, come in quello sopracitato, si continua il rapporto sessuale arrivando ad una gratificazione per entrambi.
  5. L’utilizzo di terapie specifiche per limitare i sintomi della menopausa (in accordo col proprio medico).
  6. Parlarne col proprio medico ginecologo che saprà dare consigli personalizzati.
  7. Chiedere una consulenza con uno psicoterapeuta formato in sessuologia per poter migliorare la sessualità e l’armonia di coppia.

 

  • Insonnia: a volte le sudorazioni notturne, l’agitazione, possono portare la donna a risvegli durante la notte e quindi ad un sonno non ristoratore. In questa situazione, è possibile che il desiderio sessuale ne risenta poiché la donna è più spossata e meno serena. Inoltre, le sudorazioni limitano i contatti e gli abbracci sotto le lenzuola che, anche se avvengono come un semplice scambio di affetto e non per iniziare un rapporto sessuale, sono importanti per il mantenimento dell’armonia di coppia.

Che cosa fare?

  1. Sembra scontato, ma la prima cosa è quella di indossare un pigiama più leggero (possibilmente di cotone al 100%) e di scoprirsi nel momento della caldana.
  2. Anche le coperte non devono essere eccessive, magari si può tenere un plaid a fianco in modo da coprirsi negli attimi in cui, al contrario, si sente freddo.
  3. Tenere a portata di mano dell’acqua per reidratarsi.
  4. Se ci si sente proprio sveglie, allora mettersi a leggere un libro o a guardare la tv, alzarsi un momento. In questo modo, la persona dovrebbe abbassare il livello di tensione e recuperare il sonno.

 

  • Vampate di calore: l’atto sessuale comporta il consumo di molte energie e quindi, già di per sé, è possibile che aumenti la sudorazione. Se poi succede che la donna ha le cosiddette caldane (prodotte dai cambiamenti dei livelli ormonali tipici della menopausa) è comprensibile che faccia fatica a continuare la performance sessuale e che si distacchi un attimo dal partner.

Che cosa fare? È bene che il partner comprenda le difficoltà che la sua compagna sta riscontrando e non si senta rifiutato, né si innervosisca per quella malcapitata pausa. In questi casi, la donna dovrebbe alzarsi un momento, bere qualcosa e darsi il tempo per raffreddarsi (fisicamente e non sessualmente!); solitamente, la caldana dura pochissimi minuti. Poi, si può riprendere piacevolmente la propria intimità, magari scherzandoci anche su per ritrovare la giocosità erotica che per un momento è stata bloccata.

 

  • Stanchezza: sentirsi stanchi può essere un forte deterrente alla prestazione sessuale. Anche in questo caso, il partner può non comprendere la situazione, perché a volte sembra eccessivo rispetto al reale impegno quotidiano.

Che cosa fare? È bene sempre parlarne insieme, non dando mai nulla per scontato. L’intesa sessuale è molto influenzata dal rapporto comunicativo fra i partner. Inoltre, quando la donna comprende di avere un affaticamento eccessivo, dovrebbe imparare ad accettarlo cercando di distribuire diversamente i propri impegni. Non serve a nulla fare Wonder Woman, tanto gli altri difficilmente comprendono quanto è davvero elevato il carico che una donna fra lavoro, casa e famiglia sostiene ogni giorno. Tirare il più possibile serve soltanto a stramazzare, per poi essere ancora più nervosa e litigare col partner e con gli altri famigliari.

Impariamo a responsabilizzare i nostri cari, quando loro non ci aiutano forse è perché li abbiamo troppo abituati ad essere vicariati. Iniziamo a pretendere di essere aiutate!

 

 

 

RIPERCUSSIONI PSICOLOGICHE PRINCIPALI

  • Vissuti emotivi: Gli sbalzi di umore con facile irritabilità contribuiscono a ledere l’armonia di coppia e il desiderio sessuale. La donna si sente d’improvviso più agitata, può diventare aggressiva verbalmente e aver bisogno di sfogarsi. I vari sintomi provati possono produrre anche stress e umore depresso. In questa situazione è molto probabile che il clima, per una buona intimità, si rovini e il desiderio sessuale momentaneamente decada.

Che cosa fare?

  1. Parlarne col proprio medico per valutare le possibili soluzioni.
  2. Parlarne col partner per fargli comprendere che le reazioni sono difficilmente controllabili perché ci si accorge, generalmente, soltanto dopo.
  3. Provare a fare degli esercizi di respirazione e rilassamento nelle giornate in cui ci si sente più nervose.
  4. Rendersi conto, dai feedback delle persone che stanno accanto, della propria agitazione e cercare di limitarla.
  5. Prendersi un momento, uno spazio per sé; per esempio: fare un bagno caldo, fare una passeggiata, leggere, bere una tisana rilassante, fare un esercizio di respirazione; intraprendere qualsiasi cosa ci aiuti un attimo a staccare e a rilassarci.

 

  • Abbassamento della propria autostima come donna: per alcune donne la fine della fertilità può avere importanti ripercussioni sulla propria identità di donna collegando così la menopausa alla perdita della propria seduttività, della propria femminilità e focalizzandola come segno evidente di disfacimento fisico. In vari casi, la persona aumenta spontaneamente di peso, la linea della vita si amplia, la pelle diventa più secca e i capelli possono un po’ diradarsi. Questo insieme di cose può trasformarsi in un vissuto psicologico negativo e influenzare la percezione di sé. Inoltre, credere di aver perso la propria seduttività può aumentare la gelosia e la possessività verso il partner o creare un distacco emotivo da lui.

A volte, quando la donna si sente meno bella, a causa della menopausa, inizia a vedersi “vecchia” e vive la sessualità come qualcosa di ormai passato, che avviene soprattutto per accontentare il partner e per non perderlo oppure per il piacere di fare l’amore ma senza “tante pretese”.

Che cosa fare?

  1. Ricordiamoci sempre che essere donna non equivale a essere giovane e fertile, essere donna è molto altro!
  2. Crediamo di più in noi stesse e coltiviamo il nostro benessere e la nostra relazione sentimentale, se siamo le prime a non amarci e a non piacerci perché dovrebbe farlo il nostro partner?
  3. Nei casi in cui ci si sente molto giù di morale o in crisi col partner si consiglia una consulenza con uno psicoterapeuta che potrà aiutarvi a recuperare il benessere con voi stesse e il rapporto col partner.

 

  • Calo della libido: è possibile che nella donna in menopausa, nel tempo, il livello di desiderio sessuale possa diminuire notevolmente. In molti casi, si crea uno squilibrio nell’intesa sessuale della coppia col rischio che il partner si senta rifiutato e che questo vissuto influisca, a sua volta, anche nel suo desiderio verso la partner.

Che cosa fare?

  1. Mantenere una comunicazione aperta fra i partner è fondamentale per evitare che l’altro si senta rifiutato.
  2. Allo stesso tempo, è bene confrontarsi per trovare nuovi input che possano ricreare la complicità erotica e il desiderio dell’altro. Alcuni esempi possono essere: la richiesta, da parte della donna, di carezze su tutto il corpo o magari sui piedi perché ciò le provoca piacere e le innesca il desiderio sessuale; il vedersi insieme dei film erotici; trascorrere un fine settimana fuori, lontano dai figli, dai nipoti, dal tran tran quotidiano, per rilassarsi completamente ed essere più sereni e aperti al desiderio dell’altro.

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: