Sessualità e adolescenza

L’adolescenza è quel periodo di vita che segna il passaggio dall’infanzia all’età giovane-adulta. In questo lasso di tempo il corpo si trasforma in modo più veloce o lento, ma spesso imprevedibile per l’individuo.

Il rapporto col proprio corpo che cambia

La ragazzina vedrà svilupparsi il seno, assisterà alle modificazioni del proprio corpo che assume sempre più i connotati di una immagine di donna. Potrà accorgersi di piacersi maggiormente oppure rifiutare quelle nuove sembianze.

Il rifiuto a volte può avvenire per la difficoltà di accettare un corpo femminile. In alcuni casi si rifiuta la propria femminilità per un contrasto psico-affettivo con la figura materna. In altre situazioni, la fanciulla potrebbe sviluppare un atteggiamento oppositivo verso la propria nuova immagine per la paura di crescere e per quanto culturalmente collegato alla figura femminile, come il fatto di sentirsi “obbligata” nel modo di vestirsi, di atteggiarsi, di essere donna anche se in erba.

Un altro motivo ancora può riguardare l’accorgersi di avere un corpo che non corrisponde ai canoni sociali di bellezza, perché è troppo pieno, perché non è slanciato, perché non ha un seno abbastanza prosperoso e così via.

Anche i maschi possono avere ripercussioni psico-comportamentali nei riguardi della propria mutazione fisica. L’altezza che è troppa o non è abbastanza, la barba che tarda a spuntare, la voce che si è fatta troppo presto o troppo tardi più bassa. Il guardarsi allo specchio può essere anche per loro meno piacevole, anche se costantemente monitorano i loro cambiamenti e cercano di migliorare la loro estetica.

Così come per le femmine, gli adolescenti maschi possono far fatica a trovare una loro dimensione e accettazione di un corpo che li sta rendendo adulti troppo in fretta o con troppa lentezza o in modo diverso da quanto atteso. Può anche succedere che si inneschi il timore di crescere e di lasciare quei vantaggi esclusivi dell’infanzia, che li fanno essere più spesso coccolati e vicariati.

All’opposto, la richiesta di maggiore autonomia da parte della famiglia e della società in genere può essere destabilizzante o può intimorire un individuo che per molti versi sta crescendo, ma per altri ha ancora bisogni e atteggiamenti infantili.

Il vissuto adolescenziale della sessualità

La sessualità è perciò, in questa fase di vita, una nuova dimensione che comporta la presenza del piacere entusiasmante come per i giochi dell’infanzia, ma allo stesso tempo che fa sentire adulti.

L’attività sessuale aiuta l’adolescente a conoscersi, ad entrare in contatto con il suo nuovo corpo e con le sensazioni che ne riceve e che prima erano molto più sopite o inesistenti.

Il rapporto sessuale diviene così un modo per entrare più in confidenza con se stessi e con l’altro, per scoprire una nuova maniera di percepire il piacere, di ricevere e donare affetto, di accettare l’altro, accettarsi ed essere accettati.

Il sesso può essere anche vissuto come una modalità per uscire dagli schemi, per deviare dal lecito e per imporsi sull’altro. Ecco così che si cambiano più spesso i partner, che si attuano comportamenti sessuali disinibiti e promiscui, che si combina con estrema superficialità sesso e droga, che si cerca un rapporto sessuale anche solo per far dispetto all’ex partner o per sentirsi come gli altri.

Di fatto, il non sentirsi diverso dai coetanei è una cosa molto importante per l’adolescente, che non essendo più un bimbo né ancora un adulto, più che mai ha bisogno di percepirsi parte di un gruppo di persone che sono come lui, che vivono i suoi stessi problemi incomprensibili dal mondo dei “matusa” e da quello dell’infanzia. L’esserne fuori potrebbe significare la solitudine, lo scherno, l’isolamento.

A volte la sessualità può far paura, perché vissuta troppo presto e male. L’idea che gli adolescenti abbiano più informazioni dei grandi in materia di sessualità è soltanto un luogo comune, in realtà se da un lato sanno di che cosa si tratta prima di quanto dovrebbero, dall’altro hanno una minima conoscenza del loro corpo e di ciò che procura piacere a se stessi e all’altro.

Essi non conoscono realmente come si pratica il sesso, ma per farlo si basano sovente su comportamenti stereotipati, suggeriti dagli amici, letti su internet o visti nei film. In molti casi la sessualità non è affatto così appagante, tuttavia loro stessi non si rendono conto di quel limite non conoscendo appieno le totali potenzialità e sfaccettature di ciò che stanno vivendo e provando.

In conclusione, la sessualità in adolescenza è spesso una pratica sperimentale attraverso la quale i ragazzi e le ragazze conoscono se stessi e gli altri a livello di sensazioni e percezioni psico-corporee. La novità e la dimensione di proibito che ruota attorno al sesso fa divenire ancora più desiderata e accattivante la ricerca del piacere corporeo. Tale ricerca, a volte, comporta atteggiamenti anche troppo disinibiti e superficiali che tolgono, in alcuni casi, la sfera principalmente intima e affettiva all’atto sessuale e introducono la parte più ludica e dionisiaca.

Dr.ssa Laura Pedrinelli Carrara
Psicologa Psicoterapeuta form
ata in Sessuologia
Studio di Senigallia Via Marche, 71
Tel. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it
www.psicosessualità.it

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