Sesso e possesso: dalla complicità psicofisica alla sessualità dominante

La sessualità implica una serie di aspetti che riguardano sia la complicità fisica che quella psicologica.

La complicità fisica nella sessualità

A livello fisico si sviluppano diversi fattori importanti per favorire il desiderio dell’altro e l’eccitazione, fra i più importanti riscontriamo la chimica e l’attrazione fisica.

La chimica

Quando si parla di fattori chimici nella sessualità ci si riferisce a quegli odori e a quei sapori dell’altro che risultano per la persona piacevoli e eccitanti.

Questo tipo di piacevolezza non è circoscritta soltanto al momento dell’intimità, essa si prova anche durante la quotidianità, quando stando accanto al/alla partner se ne può sentire gradevolmente l’odore. Odore che, il più delle volte, è soprattutto corporeo e che può estendersi anche al profumo indossato dal partner.

L’odore del/la proprio/a partner può permanere anche sul suo maglione o su quella camicia che in questo momento non ha indosso e che mi ricorda lui/lei e la piacevolezza di stare con lui/lei.

I sapori si riferiscono anche al sapore della pelle del partner, che percepisco quando gli bacio una spalla, per esempio, oppure a altri tipi di sapori che posso sentire durante l’intimità.

Può succedere che io ami molto il mio partner, ma che a livello chimico non ci sia complicità perché non mi piacciono i suoi sapori o odori. Questo può comportare un problema per l’intesa sessuale della coppia.

L’attrazione fisica

In questo caso ci si riferisce a quanto l’altro mi piace fisicamente, quanto il suo corpo stimoli il mio desiderio sessuale e il coinvolgimento erotico.

Ciò non significa che il partner debba avere un corpo perfetto, ma che sia gratificante per l’altro. Per esempio, alcune donne sono attratte dai muscoli perché rappresentano forza e protezione, per altre invece è l’altezza o la generosità fisica del o della partner a trasmettere la sensazione di protezione e, magari, dolcezza e morbidezza.

Anche il portamento, il modo di muoversi e di atteggiarsi può essere un ingrediente fondamentale dell’attrazione fisica. Ci si può sentire attratti da un sorriso, da un certo modo di vestirsi o di camminare, dal modo di scansare i capelli o dal modo di parlare.

La complicità psicologica nella sessualità

Ciò che fa scattare la molla erotica dipende principalmente dalla personalità del soggetto che viene attratto.

La persona che cerca di sedurre l’altro può usare delle strategie, come un certo abbigliamento, un certo modo di porsi a livello comportamentale o una certa fisicità, ma se quelle strategie non sono attraenti per quel partner non lo coinvolgeranno.

Certo, è rilevante anche il modo che ha la persona che vuole sedurre, perché potrà fare breccia su un cuore che inizialmente era riluttante; ma difficilmente ci facciamo sedurre da chi proprio non ci piace, a meno che abbiamo chiuso la “porta” che conduce verso l’ascolto di noi stessi oppure facciamo una scelta di reazione, o di protesta, convincendoci di volere davvero “quello/a lì”.

A livello psicologico nella sessualità sono molto importanti tutti quegli aspetti che emozionano la persona e che vanno a rispondere a determinati bisogni come:

  • le fantasie sessuali
  • il desiderio di sentirsi desiderati
  • il desiderio di piacere,
  • il desiderio di sentirsi amati
  • il desiderio di possedere o essere posseduti

 

Il senso del possesso nella sessualità

Entriamo così nell’argomento centrale, di fatto, tramite la sessualità la persona può immaginare, o percepire o convincersi, di possedere il partner oppure di sentirsi un suo possesso.

Il senso del possesso può riguardare sia il normale bisogno di sentire l’altro come proprio a livello affettivo.

In questo caso, la persona ha chiara la distinzione col partner e la sua legittima autodeterminazione. In pratica, l’altro o l’altra è “mia” ma solo affettivamente perché so bene che continuerà ad esserlo fino a quando lo vorrà, cioè fino a che mi amerà o gradirà fare sesso con me.

Al contrario, il sesso come possesso disfunzionale o patologico riguarda un tipo di rapporto dove attraverso la sessualità il soggetto sente di fondersi con l’altro e di dominarlo.

Il soggetto che pensa di possedere l’altro ha una percezione alterata di sé e dell’altro, non sa distinguere bene se stesso dai confini col partner, ma si sente un tutt’uno come il neonato con la mamma.

Per questo motivo, il proprio pensiero è anche quello dell’altro/a, il proprio desiderio è quello dell’altro/a quindi non è ammissibile che l’altro/a possa desiderare cose diverse o addirittura lasciarlo.

In questa circostanza, il sesso non è collegato con l’affetto proprio perché nell’altro si ama se stessi, oltre al fatto che se l’altro/a se ne va viene a mancare una parte vitale essenziale.

Per questo motivo, la sessualità può venire utilizzata per confermare il proprio dominio psicofisico sull’altro.

In questi casi, l’atto sessuale può diventare un mezzo per:

  • Punire: il soggetto non farà sesso quando l’altro lo desidera oppure lo farà ma in modo frustrante, se il/la partner non si comporta come richiesto.
  • Gratificare : se il/la partner si comporta come richiede il soggetto,  allora egli sarà generoso nell’intimità e esprimerà affetto.
  • Umiliare:  sempre in base ai desideri del soggetto, egli userà la sessualità come strumento per umiliare l’altro/altra che non si comporta come desiderato.
  • Cercare sicurezze: il soggetto si sentirà bravo sessualmente e amato se il/la partner avrà un comportamento sessuale appagato, rimandandogli la propria gratificazione intima.
  • Confermare il possesso totale dell’altro/a: la sessualità viene utilizzata come uno strumento da usare a proprio piacere ponendo  il/la partner in balia delle proprie volontà.
  • Mantenere il legame: ciò può avvenire in modi diversi, alcuni esempi sono: in una coppia dove il soggetto, che vuole dominare, impone come fondamento del legame una sessualità frequente e appagante;  tramite comportamenti manipolatori indiretti come il provocare una gravidanza per trattenere l’altro/a a sé; suscitando una dipendenza sessuale laddove il sesso sia per il partner un collegamento diretto fra autostima e  gratificazione psicofisica.
  • Trasmettere “amore”, sessualità come prova di amore fra virgolette perché in realtà è un amore per se stessi e non per l’altro. Anzi, solitamente non è neanche amore, perché le persone che utilizzano il possesso sessuale spesso non sanno che cosa sia davvero l’amore.

Una sana sessualità

Perché ci sia una sana sessualità è importante che nessun partner domini l’altro se non per il tempo delle fantasie sessuali e circoscritto a quelle.

E’ fondamentale che non si attuino comportamenti manipolatori, né attraverso il sesso né al di fuori, e, soprattutto, che sia chiara la distinzione fra i partner come due persone singole che hanno personalità diverse con desideri e percezioni che possono essere dissimili per alcuni aspetti e uguali per altri.

Le coppie che vivono una sessualità appagante sperimentano la complicità non solo in ciò che è naturalmente uguale, per esempio ad entrambi piacciono molto alcuni tipi di preliminari, ma anche in ciò che è diverso e nel fatto di raccontarselo e di poter così conoscere meglio l’altro per soddisfarlo maggiormente.

E’ importante, anzi basilare, comprendere che il/la partner non è un oggetto che ci è stato regalato dalla vita o che ci siamo conquistati; il/la partner è una persona differente, non è una parte di noi, non è fuso con noi.

Ci possono essere tanti aspetti che avvicinano le persone e che comportano il formarsi di una coppia, ma la coppia è sempre caratterizzata da due persone distinte che ogni giorno si riscelgono.

Il fatto di riscegliersi ogni giorno fa comprendere che potrebbe avvenire anche che un giorno uno dei due possa non confermare la propria scelta, per motivi diversi.

Capire che si è in due e che l’altro è distinto da me è fondamentale per poter accettare, anche se con dolore, che l’altro un giorno possa lasciarci. Del resto, anche noi potremmo fare la stessa cosa.

Se la coppia vive nel rispetto reciproco delle differenze, evitando di voler creare a tutti i costi una simbiosi, allora c’è più possibilità che la coppia duri nel tempo. Al contrario, se si instaurano comportamenti di possesso, come con la sessualità per esempio, allora ciò può comportare la fine del sentimento vero e proprio.

Laura Pedrinelli Carrara
Psicologa Psicoterapeuta
Formata in Sessuologia
Studio: Via Marche, 71
Senigallia (An)
Cell. 337/9471337

www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

 

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