Masturbazione infantile e adolescenziale

Nel primo anno di vita i bambini toccano i loro genitali con il solo scopo di esplorare e conoscere il proprio corpo. A partire dal secondo anno di vita questo comportamento si associa a sensazioni piacevoli che inducono i bambini ad adottarlo anche per autoconsolarsi o per rilassarsi e prendere sonno.
Le bambine approdano leggermente più tardi dei bambini all’esplorazione dei genitali e alla scoperta del piacere, probabilmente perché i genitali femminili sono rivolti verso l’interno, meno evidenti e meno esibiti, e rispondono in maniera meno immediata al tocco piacevole. Per il bambino è dunque più tempestiva l’identificazione della fonte del proprio piacere. Per lo stesso motivo, la pratica autoerotica femminile nell’infanzia si svolge anche senza l’accarezzamento diretto dei genitali ma con il contatto con altre superfici o stringendo le gambe. Questo dà la possibilità alle bambine e poi alle donne di non concentrare la propria tensione erotica solo sui genitali ma di sviluppare zone erogene diffusamente su tutto il corpo.
La masturbazione nell’infanzia è quindi un’attività assolutamente normale.

Durante la pubertà e l’adolescenza la masturbazione assume funzioni nuove.
Nei ragazzi è:

  • una conferma della propria identità sessuale, della propria virilità, della propria capacità di avere un rapporto sessuale penetrativo (tramite l’erezione) e della propria capacità riproduttiva (tramite l’eiaculazione);
  • preparazione al futuro incontro sessuale con una ragazza (o un ragazzo, nel caso di esperienze );
  • una modalità per riconoscere il proprio desiderio sessuale;
  • una gratificazione, una consolazione, una compagnia;
  • un modo per allentare la tensione sessuale;
  • un’integrazione della propria immagine corporea e dell’immagine di sé – è in questo periodo che i ragazzi si confrontano e gareggiano coi coetanei sulle funzioni e le dimensioni del pene.

Nelle ragazze è invece:

  • strumento di conoscenza del proprio corpo e del proprio piacere e desiderio;
  • preparatoria per l’incontro sessuale con un ragazzo (o con una ragazza in caso di esperienze omoerotiche);
  • una gratificazione, una consolazione, una compagnia.

Non è invece la masturbazione a dare conferma alle ragazze della loro identità sessuale e della capacità riproduttiva, poiché questa certezza viene loro dalla prima mestruazione. L’attività autoerotica delle ragazze, inoltre, avviene di solito individualmente, trovandosi da sole con se stesse, senza confronti con le coetanee.

Sia nell’infanzia che nell’adolescenza, il comportamento autoerotico non va punito né scoraggiato, bensì rispettato. Un giudizio negativo o un comportamento repressivo da parte di genitori o insegnanti può determinare sensi di colpa e di vergogna, che il bambino può portare dentro anche nell’età adulta e che può generare conflitti interiori che sfoceranno in disfunzioni sessuali e difficoltà sessuali nella coppia. Nel caso in cui la masturbazione venga scoperta, si può tranquillizzare il giovane/la giovane se in ansia o in imbarazzo, serenamente ma senza enfasi o invadenza.
A volte accade che l’attività autoerotica sia compulsiva e molto frequente. Ciò si può verificare in certi periodi e restare comunque un comportamento sessuale normale, rispondente a fasi di maggiore tensione emotiva o di intensa esplorazione di sé. Se questo comportamento dovesse destare molta preoccupazione, sarà importante insegnare il luogo appropriato per rilassarsi con l’autoerotismo o domandarsi il preciso significato e la funzione che la masturbazione potrebbe svolgere, così da fornire eventualmente un sostegno emotivo adeguato.

Poiché, inoltre, il paragone con i coetanei e l’apprendimento della sessualità attraverso la pornografia può far maturare nei ragazzi e nelle ragazze sentimenti di inadeguatezza che ostacoleranno il loro rapporto con futuri partners, è necessario fornire ai giovani un’educazione sessuale adeguata.


Dr.ssa Priscilla Berardi

Medico Chirurgo
Specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale
Formazione in Sessuologia
tel. +39 349 5455417
info@priscillaberardi.it
www.priscillaberardi.it
www.sessoamoredisabilita.it

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