L’OMS si aggiorna: transessualità, non più un disturbo.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità spiega “l’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell’International Classification of Diseases (ICD) per essere inserita in un nuovo capitolo quello delle condizioni di salute sessuali” sottolineando che “è ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender”.

La motivazione di spostarla da “malattia” a “condizione” nell’ICD spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità è legata alla necessità di assicurare le adeguate cure sanitarie delle quali possono aver bisogno le persone transgender.

Questo è l’intento: depatologgizzare la transessualità senza perdere le cure gratuite e soprattutto diritti.

Il nuovo passo avanti fatto nell’ambito del riconoscimento dei diritti della persona si colloca all’interno del percorso più ampio avviato molti anni fa dalla comunità LGBT volto a raggiungere una migliore accettazione sociale di ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale.

Nel 1990 sempre l’OMS aveva rimosso l’omosessualità dalla enciclopedia delle malattie, e quasi trent’anni dopo, nel 2018 si ripete: il transessualismo non è più un disturbo.

 

Dott. Lorenzo Flori

Psicologo e Psicoterapeuta

Formato in Sessuologia clinica, EMDR, Operatore Training Autogeno, Psicoterapia Sensomotoria.

Riceve a Pesaro, Fano e Ancona

Tel. 349/6835389

www.drlorenzoflori.it

florilorenzo@libero.it

 

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