L’autoerotismo è una forma di tradimento?

La pratica dell’autoerotismo è stata considerata per secoli un tabù, era sbagliata come azione, come principio, nei confronti di se stessi e del partner. Insomma, una condanna su tutta la linea!

Negli ultimi anni l’autoerotismo maschile si è un po’ sganciato dalla precedente visione di disapprovazione, per lasciare spazio alla possibilità di vivere, ma in assoluto privato, la propria sessualità.

Non si può dire lo stesso per la visione che tutt’ora avvolge il tema dell’autoerotismo al femminile. Infatti in molti contesti sociali, amicali e di coppia la masturbazione femminile tende a non essere “condivisa” o avvolte anche negata da chi la pratica.

Ma come viene visto l’autoerotismo in una coppia?

A volte può essere visto positivamente, infatti riuscire a parlare al partner di questo aspetto, senza vergogna o remore, è una dimostrazione di grande intimità e di profondo senso di accettazione da parte dell’altro. Se il partner vi confida di masturbarsi, non bisogna vivere questa pratica come se fosse qualcosa di “sporco” o non “sano”, bisogna andare oltre i vecchi sensi di colpa e i tabù, e soprattutto non va vissuto come un tradimento! Trarre uno spunto positivo da ogni aspetto della vita, può voler dire in questo caso usare le fantasie evocate nella propria intimità come dei nuovi stimoli anche all’interno della coppia, quindi immaginare insieme luoghi nuovi, situazioni fuori dalla routine o posizioni trasgressive per fare l’amore! Così facendo il rapporto di coppia verrà stimolato e la passione verrà alimentata.

A volte invece ammettere di darsi piacere da soli anche quando si è fidanzati o sposati, può comportare fraintendimenti e insicurezze nella coppia.
Il partner che viene a conoscenza che l’altro/a pratica autoerotismo potrebbe vederla come una minaccia o un’offesa: vuol dire che nel nostro rapporto manca qualcosa che deve cercare altrove? Non sono in grado di appagarlo/a totalmente? In realtà questo è l’approccio in assoluto più sbagliato da avere: il sesso nella coppia e l’autoerotismo non si compensano l’un l’altro, cioè non è detto che quest’ultimo debba scomparire anche se nella intimità di coppia si è soddisfatti.

Va sottolineato che ognuno vive la sessualità con i propri tempi e modi ed è quasi impensabile che questi coincidano esattamente tra due persone che stanno insieme.

È sbagliato quindi vivere questo aspetto della sessualità con il senso di colpa che si accompagna ad esempio al tradimento: le due situazioni non sono neppure minimamente paragonabili.

Bisogna aggiungere che non è vero che masturbarsi sia una semplice pratica adolescenziale, perché può accompagnare tutta la vita sessuale di un individuo, oppure “da single”, infatti non c’è niente di male a masturbarsi anche se si è fidanzati o sposati e questo non presuppone necessariamente insoddisfazione nella relazione.

Chi, inoltre, può conoscere il nostro corpo meglio di noi stessi? L’autoerotismo è una pratica per conoscersi meglio, esplorare la propria intimità ed è un passaggio importante per poter vivere serenamente il sesso a due e saper spiegare al partner cosa ci piace e cosa no.

A volte è una vera e propria soluzione: «Per una donna che ha problemi sessuali, come il calo del desiderio, difficoltà a provare piacere, forti inibizioni, passare attraverso l’autoerotismo aiuta a ritrovare una buona sessualità», spiega Mireille Dubois-Chevalier, sessuologa, secondo cui le donne affette da vaginismo non si sono mai masturbate né osservate con attenzione. «Se non riescono a entrare in contatto con se stesse, in coppia risulta tutto ancora più complicato. ».
Dott. Lorenzo Flori

Psicologo e Psicoterapeuta

Formato in Sessuologia clinica, EMDR, Operatore Training Autogeno, Psicoterapia Sensomotoria.

Riceve a Pesaro, Fano e Ancona

Tel. 349/6835389

www.drlorenzoflori.it

florilorenzo@libero.it

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