L’affettività e la sessualità nell’anziano

Se non fossimo condizionati dagli stereotipi culturali che inquadrano l’anziano come “sessualmente improprio” e aprissimo gli occhi e il cuore ci accorgeremmo che gli anziani di ambo i sessi sono vivi, pronti a esperienze nuove, a relazioni rinnovate, a ritrovare affetti e sentimenti che troppe volte sembrano sopiti.

L’anziano e l’affettivita’

Generalmente nell’anziano l’affettività tende a cambiare sia quantitativamente (meno affetto ad alcuni e più ad altri) che qualitativamente (maggior espressività). L’attenzione della persona che vanta numerosi decenni si concentra il più delle volte su poli circoscritti (es. sul proprio benessere fisico, sulla propria situazione economica) per quel fenomeno che generalmente si sviluppa in maniera più concreta con l’avanzare dell’età e si chiama: tendenza all’egocentrismo.

Non bisogna guardare all’egocentrismo dell’anziano come ad un difetto non trattenuto, ma come una spontanea inclinazione che la natura ci fornisce per prenderci maggior cura di noi, in una fase della nostra vita in cui abbiamo minori risorse e non possiamo permetterci il lusso di sprecarle o regalarle.

L’affettività dell’anziano riguarda generalmente:

Nipoti: portano l’anziano ad una rinnovata paternità o maternità. Ora non deve essere a tutti i costi severo, esigente e direttivo ma può lasciarsi andare, ascoltare con pazienza senza limiti di tempo. Può comprendere meglio le turbe dei passaggi di età nell’adolescenza e nella giovinezza, può consigliare senza prevaricare.

Coniuge: l’amore che ha accompagnato anche per molte decine di anni la vita di una coppia, con tutte le sue espressioni fisiche, psichiche e in tutta la sua gamma di emozioni, sensazioni, sentimenti e passioni, non può certo che rendere più serena e valida la vecchiaia.

Parenti: portano conforto, sostegno, sicurezza, presenza, affetto, attenzioni. Rappresentano continuità.

Amici : l’amicizia invecchiata con gli anni consente aiuto, solidarietà, rassicurazione e protezione. Permette all’anziano di riappropriarsi dei suoi ricordi e di poterli condividere insieme con chi ha vissuto il suo stesso tempo e le medesime o simili esperienze.

L’anziano e la sessualità

Come anticipato, la società vive con imbarazzo i desideri e i comportamenti sessuali degli anziani. Il comune pensiero relega alla giovinezza la sessualità più intensa e vivace, permettendo all’adulto di mezza età una sessualità più matura, ma negando all’anziano la possibilità di poter ancora provare le gioie e i piaceri di una tenera e dolce sessualità.

Di fatto, pensiero sociale a parte, non c’è proprio nulla che vieti al settantenne o all’ottantenne di poter vivere una propria appagante sessualità se non sussistono problemi di natura fisica o medica.

Del resto, ci sono molte persone anziane che non perdono affatto il desiderio sessuale, anzi lo vedono aumentare, altre, che avendo una buona salute e una buona relazione di coppia continuano a viversi una serena e appagante attività sessuale.

Aspetti positivi nella sessualità in età avanzata

  • la fase di plateau, cioè il periodo di tempo fra l’eccitazione e l’orgasmo, dura di più nell’anziano prorogando il piacere proprio e della partner.
  • Non ci sono più problemi legati ad una probabile gravidanza, dato che la donna non è più in età fertile. Ciò rende la sessualità più libera e spontanea.
  • L’attività sessuale si riflette in modo positivo sul rapporto di coppia e sul sé in quanto evento gratificante per la persona e per l’armonia di coppia.

Aspetti negativi nella sessualità dell’anziano

  • Le ristrettezze economiche spesso alterano il morale dell’anziano e lo privano di quella spontaneità e volontà nel lasciarsi andare, inoltre, nel caso fosse single, il basso reddito non gli permette di poter disporre di una cifra di denaro utile per poter affrontare le spese che un menage a due comporta , per esempio, per invitare la possibile/desiderata partner al ristorante, al cinema, ecc.
  • Coabitazione forzata in posizione subalterna il vivere con un discendente, per esempio un figlio da solo o con la sua famiglia, non gli permette di poter vivere una propria sessualità in maniera libera, soprattutto se l’anziano è single.
  • Coabitazione forzata in residenze collettive : l’anziano che vive in Comunità difficilmente ha spazio per una propria vita sessuale.
  • Prestazioni fisiche: l’anziano percepisce le differenze nelle prestazioni sessuali rispetto a quelle dell’età giovanile, ciò lo può portare la persona di età avanzata a vivere la sessualità con ansia, avendo come obiettivo una attività sessuale prestante e stereotipata.
  • Timore della degenerazione: il vissuto circa la sessualità dell’anziano è influenzato della cultura, socialmente diffusa, che la focalizza come una “perversione”.
  • Presenza di malattie: l’alterazione dello stato di salute, spesso presente nell’anziano, può inibire fisicamente o psicologicamente il desiderio o la prestazione sessuale.

Laura Pedrinelli Carrara
Psicologa Psicoterapeuta, formata in sessuologia
Studio Via Marche, 71
60019 Senigallia (AN)
tel. 347/9471337
laurapedrinelli@libero.it
www.laurapedrinellicarrara.it

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