Feticismi: attrazioni particolari

Nel campo della sessualità cosiddetta atipica, il feticismo ricopre un interesse trasversale in diversi campi del sapere. In molti ne hanno parlato: dal mondo dell’arte alla letteratura. In campo sessuologico, per feticismo si indica il desiderio sessuale verso un oggetto, una parte del corpo o una situazione, indispensabile per arrivare al piacere sessuale e all’orgasmo. Il termine feticismo deriva dalla parola feticcio che dal portoghese “feitiço” rimanda a qualcosa di artificiale, in origine oggetti inanimati che le popolazioni della Nuova Guinea adoravano come divinità.

Verso la fine dell’Ottocento, nel suo libro Psychopathia Sexualis, Krafft-Ebing, medico e neurologo studioso dei comportamenti sessuali definiva il feticismo come la predilezione per tali qualità fisiche o psichiche: effettivamente l’entusiasmo erotico per una qualità determinata, per capi di vestiario, per la forma di una parte del corpo, spesso l’adorazione di reliquie, di oggetti benedetti o sacri, di idoli.

Dal DSM-5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, si legge che per il Disturbo Feticistico i criteri diagnostici sono tre:

  • un’eccitazione sessuale ricorrente e intensa attraverso la quale oggetti inanimati e specifiche parti del corpo di un’altra persona (esclusi i genitali) sono fantasticati, desiderati o sessualmente agiti per un periodo di almeno 6 mesi;
  • un vissuto di egodistonia per l’individuo feticista, che vive  quindi le fantasie, i desideri e i comportamenti sessualmente eccitanti come forme di stress, fonti di possibili compromissioni del funzionamento di aree importanti, come quella familiare, sociale e lavorativa;
  • una specifica per certi “oggetti” considerati da alcuni possibili feticci, ma non in linea con il Distutbo Feticisticso. Ad esempio, l’uso di sex toys.

È opportuno differenziare il focus attrattivo riconoscendolo come una parafilia o un disturbo parafilico. Siamo nel campo del Disturbo Parafilico nel momento in cui “il comportamento parafilico mette in evidenzia un particolare stato di distress e l’individuo manifesta conseguenze di disagio dal punto di vista sociale, lavorativo e affettivo-relazionale” (Quattrini, 2015).

Parlare di feticismo al singolare esclude una più ampia possibilità di sfumature poiché il focus attentivo erotico-sessuale della persona feticista può interessare diverse macro-aree con le seguenti varianti: il corpo, gli oggetti e il comportamento, considerando sempre la parte attiva (agita) e passiva (subita) dello stesso feticcio. Per quanto riguarda il corpo, l’attenzione può essere rivolta a porzioni del corpo di un eventuale partner – piedi, mani, capelli, naso, ecc. – o specifiche caratteristiche relative a “quel corpo”, come l’attrazione per le persone in sovrappeso o estremamente magre. Per quanto riguarda invece gli oggetti, l’attenzione erotico-sessuale può essere focalizzata proprio su quegli oggetti che hanno a che fare col corpo. La scarpa, le maschere, le cuffie, le calze sono degli esempi molto diffusi. Altri oggetti possono essere non legati al corpo come le candele, le automobili ma anche al materiale di cui sono composti, sensazioni di morbidezza, ruvidità ad essi associate. Esempi di materiale sono la seta, il latex, la corda, il legno, il metallo. Quando il feticcio riguarda il comportamento dell’individuo si riconoscono tre possibili aree  di interesse erotico-sessuale: attrazione per un particolare comportamento del partner (come mordersi le unghie); attrazione per comportamenti delle persone in generale (ad esempio fumare); attrazione per un particolare tipo di interazione specifica con un’altra persona (ad esempio indossare un guinzaglio e camminare carponi) (Quattrini, 2015).

Gli studi psicoanalitici sono stati tra i primi a cercare di dare delle risposte a possibili spiegazioni del comportamento feticistico. Per gli psicoanalisti il feticismo è il risultato di un conflitto intrapsichico derivato da problemi irrisolti nella storia personale dell’individuo (Kaplan, 1979). Recentemente l’attenzione si è spostata su possibili fattori biologici, socio-culturali e socio-biologici.

Si è sentito spesso parlare di un nuovo fenomeno legato al mondo del feticismo: l’attrazione per le riproduzioni di corpi femminili molto realistici, le cosiddette real dolls. La notizia dell’apertura di una casa dove poter trascorrere del tempo con queste bambole (poi chiusa per attività illecita) ha scatenato diverse reazioni e posto molti quesiti sulle possibili motivazioni che spingono una persona a ricercare tali feticci.

Alla base di questo comportamento può nascondersi una grave difficoltà e/o incapacità nel relazionarsi con l’altro nella realtà. Molti uomini che cercano queste bambole possono provenire da esperienze negative e decidono quindi di rifugiarsi nel mondo artificiale, dove trovano protezione. La bambola inoltre evita tutte le fasi del corteggiamento, favorisce il sesso ed evita il rischio del fallimento e del rifiuto. Molti acquirenti di real dolls che hanno acquistato con finalità masturbatorie sessuali affermano che dopo un po’ di tempo non utilizzano la bambola per attività sessuali ma come una dama da compagnia, evidenziando quindi un aspetto prettamente emotivo.

Un ringraziamento particolare alla dott.ssa Fabiana Salucci per l’approfondimento sul tema delle real dolls.

Riferimenti bibliografici:

Quattrini F. (2015), Parafilie e devianza. Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale atipico, Giunti Editore, Firenze.

Krafft-Ebing R. F. (edizione italiana 2011), Psychopathia Sexualis, Pgreco Edizioni, Milano.

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: