COME VALUTARE LA PRESENZA DEL DISAGIO SESSUALE

La complicità sessuale fra due partner non è mai scontata, per alcune coppie scatta da subito un’intesa forte, a volte più forte del sentimento o della sintonia caratteriale. Per altre coppie, invece, la complicità sessuale è un traguardo da raggiungere, dove ogni volta si lavora per comprendere sempre di più come migliorare l’affettività sotto le lenzuola.

Per altre coppie ancora, a livello sessuale, non si riesce a trovare armonia; le diverse caratterialità mal si addicono all’incontro erotico. Caratteri diversi possono tradursi in comportamenti sessuali disfunzionali provocati dalla pigrizia, dall’egoismo, dalla mancanza di empatia o dall’ignoranza (dal non conoscere il corpo maschile/femminile e dal non sapere bene come stimolarlo). La sessualità diviene così soltanto uno sfogo, un piacere a metà o una vera e propria frustrazione.

In altri casi ancora, nella coppia si inizia con una buona intesa, ma poi col passare degli anni si diventa due estranei che condividono lo stesso letto.

Ma è possibile migliorare la sessualità di coppia?

Certamente si, l’importante è che ci sia volontà da parte di entrambi a mettersi in discussione e a cambiare i propri comportamenti sessuali e non.

Il problema nella coppia più che nel singolo

È importante sottolineare che, quando c’è una insufficiente intesa sessuale o quando c’è un vero e proprio disagio nella sessualità, il problema è della coppia e mai di uno solo. Se, per esempio, a Miriam manca il desiderio sessuale bisogna approfondire le sue motivazioni, ma è importante comprendere anche se Mauro si attiva per stimolarla nel modo giusto. Sia per riflesso che per concausa, il partner è comunque parte integrante di quel disagio e del modo di risolverlo.

Quali sono le problematiche più frequenti legate all’atto sessuale?

Lasciando da parte le problematiche di tipo fisiologico, come le alterazioni date dalla menopausa, le malformazioni vaginali e le malformazioni peniene, altre problematiche date dalla assunzione di farmaci o sostanze e disagi apportati da malattie sessuali o no, le maggiori difficoltà nascono all’interno del ciclo della risposta sessuale.

Disagio sessuale primario e secondario

E’ fondamentale sottolineare che, per attestare la presenza di un vero e proprio disagio sessuale, questo deve presentarsi in modo continuato per almeno 3 mesi. Differentemente, potremo assistere ad un momento di difficoltà che poi viene superato e non ad un vero e proprio disagio.

A livello psicologico, individuiamo il disagio sessuale primario quando è presente un conflitto intrapsichico della persona o interpersonale nella coppia che si ripercuote, in modo conscio o inconscio, sulla sessualità e che è ad essa strettamente correlato.

Ci si riferisce invece al disagio sessuale secondario, nel caso in cui il problema sessuale sia conseguente ad un evento fortemente negativo per la persona e che riguarda il suo contesto di vita. In questo caso, la problematica sessuale è influenzata da un evento emotivamente provante nella vita della persona, come la perdita di un caro o problemi importanti col lavoro.

I disagi collegati al ciclo della risposta sessuale

Il ciclo della risposta sessuale è caratterizzato da 5 stadi consecutivi e che concernono l’atto sessuale e le variazioni psicofisiche collegate. Ogni stadio è influenzato, nel suo sviluppo e nella capacità di portarlo a termine con piacere, dalla parte psicologica e fisica del soggetto e da fattori situazionali.

1.DESIDERIO
Riguarda la volontà di avere un rapporto sessuale con l’altro, di poterlo toccare, accarezzare e ricevere a propria volta baci e carezze. In questo stadio sono presenti fantasie, sogni erotici ad occhi aperti che aumentano la voglia di avere un rapporto intimo con l’altro e alzano il livello erotico nella coppia.

Quali sono i disagi collegati con la fase del desiderio sessuale? Ovviamente, la mancata volontà ad avere un rapporto sessuale con il/la partner. Si inizia evitando momenti di intimità, per esempio scendendo presto dal letto o andando a dormire prima o più tardi, per poi passare a scuse varie sul fatto di essere troppo stanchi o non stare troppo bene. Successivamente, si passa al rifiuto chiaro e diretto, cercando sempre di trovare qualche motivazione plausibile, come un momento difficile personale. Ci possono essere varie cause alla base del calo del desiderio sessuale o della sua mancanza totale. Cause che possono riguardare l’effetto collaterale dato da un farmaco, che si sta assumendo, a problematiche di coppia o a conflitti psicologici interni.

2.ECCITAZIONE
Quanto più si desidera quella persona tanto più si sarà eccitati. Allo stesso tempo, è anche importante il fatto che il partner sappia ben stimolare l’altro in modo da aumentare la propria e l’altrui eccitazione. Lo stadio dell’eccitazione è sia mentale che psichico e perciò produce variazioni sia psichiche che fisiche come il senso di abbandono verso l’altro e di estrema piacevolezza e la maggior percezione delle sensazione corporee (rigidità dei capezzoli, lubrificazione vaginale, tumescenza del pene, ecc.).

Quali sono i disagi collegati con la fase dell’eccitazione sessuale? Problemi in questa fase si manifestano con la perdita di eccitazione durante il rapporto intimo oppure con un desiderio sessuale che non diviene eccitazione psicofisica. Si tratta, in molti casi, di situazioni di frigidità, di distacco emotivo o di ansia da prestazione che possono produrre comportamenti di spectatoring. In questo caso, il soggetto inizia a pensare al suo modo di fare l’amore, a riflettere su quanto riesce a soddisfare il/la partner e si posiziona spontaneamente come uno spettatore che osserva ciò che sta avvenendo in modo autocritico. Ciò produce, generalmente, la perdita dell’eccitazione parziale o totale. In questa fase, l’uomo può perdere l’erezione totalmente o parzialmente e la donna può perdere la lubrificazione.

3.PLATEAU
Lo stadio di plateau riguarda la conservazione e l’aumento dei livelli di eccitazione ed è molto importante poiché funzionale al raggiungimento dell’orgasmo.

Quali sono i disagi collegati con la fase di plateau? In questa fase possono svilupparsi gli stessi meccanismi disfunzionali della fase precedente. A questo punto, diviene anche più complesso riprendere l’eccitazione.

4.ORGASMO
La persona raggiunge il culmine del piacere e ciò fa calare la tensione sessuale che si era accumulata. A livello fisico si innescano delle contrazioni ritmiche dei muscoli e degli organi riproduttivi che comportano il raggiungimento dell’orgasmo e l’eiaculazione.

E’ importante sottolineare che l’Orgasmo e l’eiaculazione sono due fenomeni distinti, ci può essere orgasmo senza eiaculazione e viceversa, e che la donna può eiaculare un liquido giallo che può essere confuso con l’urina.

 Quali sono i disagi collegati con la fase dell’orgasmo? E’ possibile provare un estremo piacere, ma non arrivare all’orgasmo. Anche in questo caso possono esserci problematiche collegate all’ansia oppure a conflitti intrapsichici o di coppia.

5. RISOLUZIONE
E’ quello stato di rilassamento e benessere che si prova dopo l’orgasmo. La donna, differentemente dall’uomo, può iniziare nuovamente il rapporto sessuale perché è subito pronta a poter ridesiderare un nuovo amplesso e ad eccitarsi. L’uomo, invece, vive un periodo di stallo, chiamato refrattario, in cui, anche se stimolato, non è pronto a ricominciare nell’immediato. Durante il periodo refrattario è possibile che avvenga un inturgidimento del pene e di conseguenza che l’uomo possa soddisfare ugualmente il/la partner.

Usualmente, il periodo di tempo necessario per avere una nuova erezione del pene può andare da pochi minuti a 24 ore o a qualche giorno, in quanto risente dell’età e dello stato psicofisico dell’uomo.

Quali sono i disagi collegati con la fase di risoluzione?
I disagi maggiormente riscontrabili in questa fase riguardano la diversa riattivazione dei partner, ciò significa che uno tende a rimanere soddisfatto per più tempo mentre l’altro vorrebbe riprendere molto prima l’eccitazione e il rapporto sessuale.

Disagio sessuale da differenze soggettive e non da disfunzioni sessuali

Ogni fase è altamente soggettiva sia nella durata che nell’intensità che nel modo di verificarsi.

Spesso le problematiche non riguardano disfunzioni sessuali vere e proprie quanto differenze nei tempi e nei modi fra i partner che possono avvenire in ognuna delle fasi, come la diversa attivazione della fase di eccitazione, la diversa temporalità nel raggiungere l’orgasmo, la diversa possibilità di riprendere più volte le fasi per poter vivere più amplessi, diverso approccio ai preliminari, ecc.

 

Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Formata in Sessuologia
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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