Com’è difficile lasciarsi

Crisi in greco significa “separazione, scelta”.

Ogni cambiamento comporta delle scelte, comporta rinunciare a qualcosa in favore di qualcosa d’altro.

Lasciare qualcuno a cui si è legati sentimentalmente, infatti, è una decisione molto coraggiosa e ci sono situazioni che non permettono di agire come si vorrebbe.

Spesso non ci si accorge dei cambiamenti dell’uno o dell’altro ma si avverte che l’amore è finito.

Ovviamente si parla di una persona con cui ci si trova né bene né male, non si parla di lasciare una persona che tratta male o che picchia, in quel caso sarebbe un dovere.

Spesso non si ha il coraggio di affrontare il giudizio della propria famiglia, degli amici comuni, nel ricordo di tutti le azioni e i progetti fatti insieme.

E’ inevitabile infatti che decidere di separarsi comporti una serie di problematiche da dover affrontare che mettono seriamente alla prova i partner, a tal punto da domandarsi se valga davvero la pena fare questo passo fino in fondo; si tratta di una scelta scomoda che costringe a rivedere tutta una serie di questioni di natura affettiva-relazionale.

Spesso infatti il rapporto di coppia si fonda non solo su un patto dichiarato ma anche su un “patto segreto” che rappresenta un intreccio inconsapevole di bisogni e speranze che nascono dalla storia personale e familiare di ognuno e che ciascun partner si aspetta di soddisfare all’interno della relazione di coppia.

Sulla base di questo intreccio si concretizza la scelta reciproca.

Quando i bisogni vengono disattesi all’interno della coppia prevale il disagio; si potrebbe sperimentare un’ambivalenza di sentimenti (odio-amore) che porta alla crisi senza avere il coraggio di lasciare il partner e, anche se si avverte che quel rapporto è ormai finito e si desidera concluderlo, pensare di farlo mette in ansia.

E’ un processo inconscio che riattiva la paura arcaica di restare solo, di non essere accettato, di essere mal giudicato, di far del male all’altro, di non avere più quel riferimento.

Inoltre si aggiunge una reale incapacità di confrontarsi e di compiere i passi necessari per chiudere il rapporto e si aspetta che sia l’altro a prendere la decisione per non sentirsi in colpa.

E’ controproducente non chiudere un rapporto ormai logoro perché si rischia di bloccare la vita propria e quella degli altri.

E’ necessario invece lasciare alle spalle un’esperienza ormai passata e riprendere in mano la propria vita.

Ricordarsi che una fine segna sempre un nuovo inizio: accettare di lasciare andare via il passato è segno di crescita.

Dott. Lorenzo Flori

Psicologo e Psicoterapeuta

Formato in Sessuologia clinica, EMDR, Operatore Training Autogeno, Psicoterapia Sensomotoria.

Riceve a Pesaro, Fano e Ancona

Tel. 349/6835389

www.drlorenzoflori.it

florilorenzo@libero.it

 

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