La semplice espressione di identità complesse: disabilità, omosessualità, incongruenza di genere

Citando le parole di Giancarlo Posati, pedagogista di Torino scomparso nel 2017,

“(…) non possiamo distinguere tra una sessualità ‘normale’ e una sessualità del disabile. Esiste piuttosto la sessualità, che in certe situazioni, quali quelle determinate dalla disabilità, può subire condizionamenti fino ad essere misconosciuta o negata.”

E se questo è vero parlando della sessualità in genere, lo diventa ancor più se abbiniamo disabilità e orientamento sessuale o identità di genere.
Per addentrarci in questo argomento, ripetiamo velocemente cosa comprendono questi due concetti:

  • l’orientamento sessuale definisce l’attrazione, fisica e sentimentale, nei confronti di persone dello stesso sesso, del sesso opposto o di entrambi, lungo una serie di sfumature di intensità che vanno dal polo dell’esclusiva omosessualità al polo dell’esclusiva eterosessualità. L’orientamento è componente fondamentale dell’identità sessuale e si consolida intorno a fattori bio-psico-sociali. E’ basato sull’autodefinizione e non può essere cambiato con delle terapie. Non può perché non è una patologia o una scelta.
  • l’identità di genere è il sesso psicologico, ovvero il percepire, vivere e descrivere convintamente se stessi come maschio o femmina, indipendentemente dal sesso biologico. Nella maggior parte dei casi sesso biologico e psicologico coincidono. Quando l’identità di genere è invece in disaccordo con il sesso biologico, le caratteristiche fisiche e sessuali sono vissute come estranee e si parla di persona transgender. Anche l’identità di genere è una componente permanente dell’identità sessuale.

Può succedere che la persona con disabilità sia omosessuale o transgender. Ciò non deriva da traumi o patologie, né dalla mancanza di opportunità relazionali o di partner disponibili, come alcune persone talvolta si avventurano a ipotizzare.
Il percorso di formazione dell’identità sessuale è identico per tutti gli individui, disabili e non, e queste componenti identitarie possono far parte naturalmente dell’identità sessuale della persona con disabilità. La difficoltà può trovarsi piuttosto nella loro possibilità di essere espresse e vissute. Può capitare che la persona con disabilità viva in ambienti eccessivamente protettivi, o abbia gravi limitazioni alla mobilità e all’autonomia che le impediscono di frequentare gruppi e uscire. La conferma a se stessi e agli altri di chi si è e come si è, la conoscenza delle varie sfaccettature della propria sessualità sono aiutate dal confronto con gli altri, dall’incontro con simili e dissimili. La mancata immersione in un mondo relazionale sufficientemente ricco e variegato, dunque, può rendere difficile sperimentarsi nelle relazioni, porsi domande, sciogliere dubbi sul proprio orientamento e sul proprio genere psicologico. Ed anche quando se ne ha chiarezza, se la persona con disabilità non è autonoma e ha bisogno di essere accompagnata in luoghi ricreativi o d’incontro dovrà rinunciare alla propria privacy.

La disabilità e l’omosessualità o l’incongruenza di genere costituiscono cornici identitarie molto incisive nella vita della persona. Coinvolgono aspetti della sfera pubblica e privata e possono comportare un elevato rischio di discriminazione multipla, causa di traumatismo continuo o reiterato. Questa condizione di stress cronico ha un forte impatto sulla salute psico-fisica dell’individuo. Episodi di stigmatizzazione, o più semplicemente di pregiudizio e stereotipizzazione, possono presentarsi ad ogni livello e in ogni ambito della quotidianità.

Altre difficoltà che possono presentarsi sono di ordine pratico, nel caso in cui la persona con disabilità voglia affrontare un percorso di transizione e le condizioni di salute legate alla disabilità pregiudichino la realizzazione di interventi chirurgici o terapie ormonali: il rapporto con il proprio corpo e con l’immagine di sé, come persona e come soggetto sessuato, già di per sé articolato, può diventare molto complesso poiché influenzato sia dalla disabilità sia dal non riconoscersi come maschi o femmine nelle proprie sembianze.

D’altra parte, l’immersione in questa esperienza di vita può esitare in un’integrazione armonica delle proprie componenti identitarie, senza che l’una sia di ostacolo all’altra. Ed anzi, un’esperienza può permettere l’acquisizione di strumenti per affrontare l’esperienza successiva e favorire la piena consapevolezza e comprensione di sé; può altresì insegnare come reagire allo stigma, perché le strategie e le abilità maturate grazie all’accoglienza e all’accettazione in sé della disabilità possono essere trasferite e utilizzate anche nel processo di elaborazione e accoglienza della propria identità di genere e del proprio orientamento sessuale. E viceversa.
Alla fine del percorso di maturazione e di costruzione di sé può emergere una solida percezione del proprio corpo e della propria identità sessuale. L’individuo, disabile e transgender e/o omosessuale, può scoprirsi disponibile a mettersi in gioco e a mostrare ogni sfumatura della propria identità di persona per stringere relazioni e giungere a un rapporto di coppia che metta al centro non la performance sessuale o la paura del giudizio dell’altro, ma la condivisione, la maturità, la reciprocità e la creatività.

Per approfondimenti:

  1. Omo-disabilità: quale rapporto tra omosessualità e disabilità? Report della ricerca “Abili di cuore”, di Berardi, P., Chiari, C., Grasso, I., Lelleri, R. (2007)
  2. Identità ad ostacoli – Report finale di ricerca sul rapporto tra operatori e pazienti/assistiti LGB con disabilità, di Berardi P., Lelleri R., Guarnieri A. (2013)
  3. Sessualità e disabilità: non un miraggio ma un viaggio, di Priscilla Berardi (2018)
  4. Identità sessuale e sue componenti, di Priscilla Berardi (2017)
  5. L’OMS si aggiorna: transessualità non più un disturbo, di Lorenzo Flori (2018)

 

Dr.ssa Priscilla Berardi
Medico Chirurgo
Specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale
Formazione in Sessuologia
tel. +39 349 5455417
info@priscillaberardi.it
www.priscillaberardi.it
www.sessoamoredisabilita.it

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