Dare piacere a se stessi – Autoerotismo nell’adulto

L’autoerotismo sconta ancora oggi più di duemila anni di condanna verso questa pratica sessuale.

Consentita da Greci e Latini, che avevano numerose divertenti espressioni per nominarla, priva di tabù nell’America Latina precolombiana, ha iniziato ad essere considerata un peccato con la cultura giudaico-cristiana ed è stata osteggiata aspramente anche dalla scienza medica. Un testo del 1759, opera del medico Tissot, dà il via ad una persecuzione della masturbazione come foriera di malattie, tanto che la Scienza e la Chiesa si impegnano ad addestrare educatori e genitori affinché reprimano sul nascere ogni comportamento autoerotico giovanile. La repressione viene attuata con ogni mezzo, dai farmaci ai metodi di coercizione fisica, dalla confessione alla punizione corporale, da docce fredde a gabbie di metallo per i genitali, fino a elettroterapia e tecniche chirurgiche per i più recidivi.
Solo dalla fine del XIX secolo, con lo sviluppo della Sessuologia, si è riconosciuto il suo ruolo nella salute sessuale e psicologica dell’individuo. Ma ancora è un tema di cui le persone si vergognano a parlare e ad ammettere di praticare. Eppure la masturbazione è il primo comportamento sessuale a svilupparsi nell’esistenza di ogni individuo.

Secondo vari studi sui comportamenti sessuali, la masturbazione è pratica diffusa a tutte le età in entrambi i sessi, praticata da soli o all’interno della coppia, con una maggior frequenza dell’autoerotismo solitario in adolescenza e in età anziana. Risulta che il 38% delle donne contro il 61% degli uomini la pratichino, ma le percentuali sono presumibilmente più alte perché risentono di tabù tuttora esistenti, soprattutto nelle donne, nel dichiararlo. La percentuale è comunque cresciuta nei decenni, crescendo parimenti la sua accettazione sociale. La percentuale cresce inoltre in caso di relazioni che mancano di intimità emotiva. E’ controverso invece il dato secondo il quale le relazioni senza sesso fanno crescere la probabilità di masturbarsi: altri studi dimostrano il contrario e l’autoerotismo sarebbe incrementato dall’avere un partner sessuale.

Il termine masturbazione, nelle sue varie interpretazioni etimologiche, si riferisce sempre all’autoerotismo maschile. D’altra parte è solo con la liberazione sessuale femminile che si è data dignità al piacere sessuale della donna. Prima, poiché non era importante che la donna partecipasse attivamente e con appagamento al rapporto sessuale – dato che sue uniche fonti di soddisfazione dovevano essere la maternità e il piacere maschile – la masturbazione per la donna era pratica inutile ed anzi peccaminosa: con essa la donna manifestava desiderio, godimento e autonomia dall’uomo, trasgredendo ai suoi obblighi di sottomissione. La percentuale di disturbi isterici e nevrotici femminili era, non a caso, particolarmente alta in quei gruppi socio-culturali in cui le donne erano maggiormente soggette a intensa repressione sessuale, morale e psicologica e, a partire dal 1734, la terapia di elezione divenne l’uso del vibratore allo scopo di riposizionare l’utero che erroneamente si credeva spostato.
Nonostante i costumi siano cambiati, le donne faticano ancora a parlare di autoerotismo. I tabù e la richiesta di sublimazione del desiderio sessuale non sono del tutto abbandonati e la masturbazione in età adulta è vista come fallimento relazionale, l’espressione dell’incapacità di instaurare una relazione sessuale appagante con un’altra persona.

In realtà la masturbazione ha numerosi significati, sia per gli uomini che per le donne:

  • liberando endorfine tramite l’orgasmo ha una funzione ansiolitica e rilassante,
  • aiuta a tollerare la noia e la frustrazione,
  • migliora il rapporto con se stessi e la percezione positiva del proprio corpo e della propria immagine,
  • è un antidepressivo naturale,
  • permette un raccoglimento intimo con se stessi, la possibilità di concedersi piacere senza preoccuparsi del piacere del/della partner e senza preoccuparsi della performance,
  • è un momento di creazione e liberazione delle proprie fantasie erotiche,
  • consente la sperimentazione di sex toys e di conoscere modi diversi di autostimolarsi,
  • in coppia può essere un’occasione di apprendimento, l’uno dall’altro, delle zone e modalità preferite di stimolazione,
  • nella donna aiuta la detersione naturale della vagina dai batteri grazie al flusso mucoso e rafforza il pavimento pelvico grazie alla tensione muscolare durante l’orgasmo.

Perché allora la masturbazione è stata tanto discriminata?

Si può supporre che in un’epoca in cui la mortalità infantile era altissima e la perpetuazione della stirpe era fondamentale, perché la discendenza garantiva forza lavoro ma anche continuazione del nome, del proprio patrimonio genetico, della specie e della memoria, il comportamento autoerotico era un’attività che isolava l’individuo e non contribuiva a consolidare i legami. La dispersione del seme costituiva ogni volta un’occasione mancata.
Le fantasie ed immagini erotiche che una persona può sfruttare durante la masturbazione, infine, possono essere inconfessabili, non convenzionali e fuori controllo e per questo spaventare.

 

Dr.ssa Priscilla Berardi
Medico Chirurgo
Specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale
Formazione in Sessuologia
tel. +39 349 5455417
info@priscillaberardi.it
www.priscillaberardi.it
www.sessoamoredisabilita.it

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